dizionario delle parole future

ascolto | carlo goldstein

Nei giorni di quarantena più stringente, avevo preso l’abitudine di uscire di casa senza smartphone
– prima di scatenare polemiche, preciso che ho una bassottina di nemmeno due anni, quindi potevo portarla fuori nel rispetto delle regole allora vigenti.

Essendo gli spostamenti molto limitati e i tempi del mio cane abbastanza lunghi, ho iniziato a intrattenermi con qualsiasi dettaglio, non avendo, come dicevo, la distrazione dello schermo per passare l’attesa.

In quei giorni, ricorderete, anche la città era sostanzialmente deserta. Il traffico praticamente inesistente e i soliti rumori ridotti al minimo.
Questo immenso spazio sonoro che ci è stato regalato è stato chiamato dai più “silenzio”. 
Io, invece, l’ho trovato ricco di tutte quelle cose che ci sono sempre ma non riusciamo a sentire mai. O, meglio, a cui non facciamo mai troppo caso.

Il fruscio delle foglie, per esempio. Oppure le rondini che, ho scoperto, cantano delicatamente quando volano basse per annunciarci la pioggia (o almeno così dice un proverbio). Ho sentito i passi della persona sul marciapiede opposto, il cannone che segna mezzogiorno e la voce delle televisioni nelle case degli altri.

Ma ho fatto di più. Ho toccato la corteccia degli alberi. Ho guardato le innumerevoli piante che si nascondono dietro alla parola “prato”. Ho iniziato a salutare la solita ragazza che vedevo al solito balcone e ho letto (più volte) i vari messaggi che i commercianti avevano messo sulle vetrine dei negozi – dai quali si capiva molto anche della personalità del proprietario.

Vi sto dicendo tutto questo perché, se penso alla parola “ascolto”, penso a qualcosa che va ben oltre il solo orecchio, ma che coinvolge tutti i nostri sensi e che, come ci spiega benissimo Carlo Goldstein, dipende strettamente da “quell’unica, piccola e misteriosa antenna che abbiamo: la nostra attenzione”.

Perché è un po’ come il lavoro del direttore, che ascolta sì l’orchestra nel suo insieme, ma poi deve riuscire a dare retta ad ogni singolo strumento individualmente: la sua particolare voce, le sue esigenze, quello che lo caratterizza e quello che può dire. 
Il tutto, però, sempre in vista della realizzazione di un progetto comune, di cui tutti gli strumenti devono fare parte.

Ecco. La nostra attenzione può fare ben di più di quello che le chiediamo solitamente.
Bisogna solo avere il coraggio di non limitarla. E andare un po’ più a fondo.

Perciò buon ascolto.

– Simona – 

LA PAROLA

Ascólto s. m. [der. di ascoltare]. 

L’atto dell’ascoltare, spec. nelle locuz. essere, stare, mettersi in a., stare, mettersi ad ascoltare, per lo più per sentire voci o rumori che giungono di lontano, o una trasmissione radio, o anche origliando; dare (o porgere, prestare) a., ascoltare, prestare attenzione a quanto altri dice; anche, dare retta, esaudire.

Carlo Goldstein  | È tra i giovani direttori d’orchestra emergenti del panorama internazionale. Dopo la vittoria del primo premio all’International Conducting Competition di Graz nel 2009, ha iniziato un’intensa attività in Italia e all’estero. Oltre agli studi musicali – Conservatorio di Trieste, Accademia Internazionale della Musica di Milano, Mozarteum di Salisburgo e Royal College di Londra – è laureato in Filosofia/Estetica, presso l’Università Statale di Milano e ha all’attivo diverse pubblicazioni di carattere estetologico e storico musicale. Il canale Classica – in onda in Italia su Sky – ha realizzato una puntata su di lui nella serie Notevoli, dedicata ai giovani talenti italiani.

DIZIONARIO DELLE PAROLE FUTURE

Abbiamo interrogato esperti in vari campi chiedendo loro di rispondere a una sola domanda:

Qual è la parola che porteresti con te fuori dalla quarantena?

Per apportare dei veri cambiamenti, infatti, un ruolo fondamentale è svolto dalle parole. Analizzare i termini che usiamo, i significati che sottendono, è uno dei modi per capire come siamo e dove stiamo andando.

Possiamo quindi approfittare di questo tempo per scegliere con cura le parole che vogliamo facciano parte del nostro vocabolario futuro. Iniziare ad usarle, farle circolare e prenderci confidenza.
Questo può essere il momento per ragionare sui valori che abbiamo compreso nei giorni di quarantena e che vogliamo portare con noi in questo domani così indefinito. 
Come punti di riferimento per i nostri futuri possibili.

 

Scopri qui tutte le parole del dizionario.

progetto a cura di Simona Rusconi | simona@coopattivamente.it