dizionario delle parole future

autoironia | michele d’andrea

Erano ancora i giorni in cui ci si dava appuntamento sui balconi a una cert’ora.
In cui si applaudiva, si suonava, si accendevano luci, si guardavano i vicini.
E, ogni tanto, qualcuno metteva su l’Inno di Mameli, alzava il volume e lasciava che si diffondesse per le strade. Con sistemi di amplificazione quantomeno inadeguati, ma non per questo emotivamente meno efficaci.

Ah sì, perché io sono una di quelli che si commuovono sempre ascoltando l’inno. 
È qualcosa che ha a che fare con il senso di identità, di appartenenza, di simbolo in cui riconoscersi, di affiliazione profonda a una marea di sconosciuti. Insomma, tutte quelle cose lì che una cultura (in questo caso delimitata da un confine nazionale) deve cercare di infondere nei suoi appartenenti per garantire la propria sopravvivenza. 

Erano quei giorni, dicevo, e ho trovato in rete questo video sull’inno italiano spiegato dallo storico Michele D’Andrea con il giusto mix di competenza e ironia.

Sarò sincera con voi.
Ho deciso di scrivergli e coinvolgerlo nel progetto anche (e soprattutto) perché dovevo assolutamente condividere questo link. 

Volevo regalarvi la possibilità di trovarvi all’improvviso in un’immensa pianura piena di gente – proprio come nella scena immaginata da Michele Novaro (colui che ha tradotto in musica il testo di Mameli). E scoprire poi che cosa accade.

Ma, soprattutto, dovevo farvi ascoltare almeno una volta quello che davvero è il nostro Inno – al di là dei “popopo” che amiamo aggiungere quando non ci sono le parole, mentre lo sbraitiamo allo stadio. 

Insomma: fatemi felice e guardatevi il video. E poi, se avete voglia, fatemi anche sapere se sono solo io quella romantica patriotta, a cui si è stretta un poco la pancia ad ascoltarlo.

Poi, però, non dimenticatevi di guardare anche il contributo che Michele ha donato al Dizionario. Altrettanto meritevole e pieno di spunti di riflessione.

Buona leggerezza.

– Simona –

LA PAROLA

Autoironìa s. f. [comp. di auto-1 e ironia]

Ironia che, parlando o scrivendo, una persona rivolge verso sé stessa o verso un proprio comportamento.

Michele D’Andrea | Un passato nella dirigenza del Quirinale, si occupa di storia, di cerimoniale, di musica del Risorgimento e di araldica militare. Suoi sono lo stendardo presidenziale e gli attuali stemmi dell’Esercito, della Marina, dei Carabinieri e della Polizia di Stato, per la quale ha creato anche i nuovi distintivi di qualifica. Ha fatto parte di commissioni più o meno utili, scrive e pubblica sulle cose che conosce, tiene conferenze in giro per l’Italia, compare ogni tanto in televisione e, quando è particolarmente ispirato, presenta concerti bandistici. Da giovinetto ha giocato a basket in serie B per una stagione, contribuendo in maniera decisiva alla retrocessione della sua squadra.

DIZIONARIO DELLE PAROLE FUTURE

Abbiamo interrogato esperti in vari campi chiedendo loro di rispondere a una sola domanda:

Qual è la parola che porteresti con te fuori dalla quarantena?

Per apportare dei veri cambiamenti, infatti, un ruolo fondamentale è svolto dalle parole. Analizzare i termini che usiamo, i significati che sottendono, è uno dei modi per capire come siamo e dove stiamo andando.

Possiamo quindi approfittare di questo tempo per scegliere con cura le parole che vogliamo facciano parte del nostro vocabolario futuro. Iniziare ad usarle, farle circolare e prenderci confidenza.
Questo può essere il momento per ragionare sui valori che abbiamo compreso nei giorni di quarantena e che vogliamo portare con noi in questo domani così indefinito. 
Come punti di riferimento per i nostri futuri possibili.

 

Scopri qui tutte le parole del dizionario.

progetto a cura di Simona Rusconi | simona@coopattivamente.it