La psicologa risponde

Di cosa hanno più bisogno i bambini in questo periodo?

Ogni bambino percepisce il mondo a modo suo, in funzione del proprio temperamento, delle esperienze che ha avuto e della propria sensibilità, pertanto ciascun bambino avrà bisogni specifici che derivano da questi elementi. Esistono però anche dei bisogni tipici dell’età infantile il cui soddisfacimento è fondamentale per un sano sviluppo e che, in tempi di emergenza come quello che stiamo vivendo, assumono un’importanza particolare.

In primo luogo i bambini hanno bisogno di sentirsi al sicuro.

Noi adulti possiamo rassicurarli attraverso le parole, i gesti e le azioni.

È importante parlare con i bambini di quello che sta accadendo, rispondendo con parole semplici e adatte alla loro età, evitando che si possano formare nella loro mente delle fantasie di minacce spaventose. Con i più piccoli, oltre a poche e chiare parole, è utile usare azioni “parlanti”, come ad esempio lavarsi le mani con una canzoncina, fare un disegno da inviare a qualcuno o appendere in casa, inventare piccoli rituali che con un po’ di magia li aiutino ad affrontare le loro paure.

Con i bambini, adesso più che mai, è fondamentale parlare di emozioni, dando spazio ad un dialogo emotivo tra voi, fatto non solo di parole ma anche di scambi gestuali e affettivi. Non dimenticate che coccole e abbracci funzionano sempre a meraviglia.

Riconoscere, accogliere e nominare le emozioni che entrambe state provando (paura, tristezza, rabbia) aiuta i bambini a capire il collegamento che c’è tra cosa sta accadendo e come si sentono, rassicurandoli sul fatto che tutto quello che provano è ok.

I bambini si rassicurano anche attraverso le routines. Predisporre un programma quotidiano, con orari e tempi definiti per ogni attività, è essenziale per i bambini, specialmente per i più piccoli, che possono in questo modo avere la sensazione di poter controllare la realtà, anticipando gli eventi. Sapere precisamente cosa li aspetta durante la giornata li rende più sicuri, oltre che aiutarli a mantenere quel ritmo per poter rientrare piano piano, alla fine di questo periodo, alla loro quotidianità. Può essere utile costruire insieme ai bambini un’agenda, colorandola e inserendo delle immagini, coinvolgendoli nella pianificazione giornaliera o settimanale.

In questi giorni di confinamento sociale, diventa fondamentale per i bambini mantenere il contatto con il “fuori”, in modo da continuare a soddisfare un altro bisogno essenziale per il loro benessere, quello di stare in relazione con gli altri. Per i bambini (come per noi) non poter vedere bambine e bambini a cui sono affezionati, nonne, nonni e insegnanti è un grande sacrificio! Possiamo allora utilizzare tutte le risorse che la tecnologia ci mette a disposizione per parlare con amici e parenti: dedicare un tempo lungo ogni giorno ai contatti sociali allenta la tensione di grandi e piccoli. Una bella opportunità potrebbe essere una favola serale raccontata dal nonno o dalla nonna al telefono.

Infine non possiamo trascurare il loro bisogno di muoversi e tenere il corpo attivo.

I bambini, più di tutti, stanno sperimentando in questo periodo una condizione innaturale data dall’impossibilità di muoversi e giocare liberamente nello spazio aperto. Il corpo veicola l’energia vitale e ha bisogno di movimento, non può rimanere a lungo compresso. Pertanto è importante soddisfare il bisogno dei bambini di fare attività fisica, di saltare, di correre (concedendogli di farlo anche in corridoio se non si dispone di uno spazio aperto!). Per aiutare il loro corpo a scaricare la tensione che si accumula stando a lungo in un luogo ristretto, si possono proporre giochi motori, la baby dance o anche esercizi di rilassamento corporeo, in cui si alternano stati di rigidità corporea  a stati di mollezza (ad esempio immaginare di essere delle “statuine di ghiaccio” che si sciolgono quando il dito del genitore, come un raggio di sole, le tocca).

silvia femia

Psicologa dell’età evolutiva e psicoterapeuta specializzata nell’Approccio Centrato sulla Persona, da circa dieci anni si occupa di interventi psicoeducativi rivolti a bambini, adolescenti e di sostegno alla genitorialità. 

Attualmente si occupa del servizio di consulenza psicologica scolastica per alcune scuole di Como e collabora con AttivaMente nella realizzazione di progetti scolastici di prevenzione al bullismo e all’abuso sessuale.

Svolge inoltre percorsi di sostegno psicologico e psicoterapia individuale, di coppia e familiare, rivolti a bambini, adolescenti e adulti.