dizionario delle parole future

grazie | andrea melis

Ci sono incontri che accadono per delle coincidenze che hanno dell’incredibile.
Ma che, a guardarle da un altro punto di vista, sono invece dei pezzi perfetti in quel magnifico gioco ad incastri che è la vita.

Inizia la quarantena e c’è Andrea Melis, un poeta sardo, che mette a disposizione gratuitamente il suo primo libro.
“Solidarietà digitale”, è il modo in cui sono state chiamate iniziative di questo tipo.
Io, da parte mia, preferisco vederle piuttosto come un tentativo di immettere nel mondo messaggi fatti di grazia e profondità. Qualcosa che va ben oltre l’idea di sostegno a qualcuno in un periodo di tempo preciso e limitato.

Ma, comunque si voglia intendere la cosa, il risultato di base non cambia: ho scaricato e letto il libro, provvedendo poi a diffonderlo agli amici.

Molto spesso, però, quando un libro finisce, non è finito per davvero. Resta sempre uno spazio per dire qualcosa o, meglio, per ringraziare qualcuno.
E io i ringraziamenti me li leggo sempre, perché sono un po’ come dei titoli di coda. Sono il momento in cui chi era dietro alle quinte – chi, in un modo o nell’altro, ha reso tutto possibile – appare.
Li leggo perché, anche se non so niente di loro, mi sembra sempre bello sapere che esistono. Che un autore non è mai davvero solo, insomma.

Quindi li ho letti anche in questo caso ed è così che, improvvisamente, mi sono trovata davanti al nome di Raoul Moretti. Amico, compagno di avventure, arpista e geniale compositore, per l’autore. Ex collega, nonché vicepresidente di AttivaMente prima di me, per la sottoscritta. 

Ecco la meravigliosa coincidenza.

A questo punto, il coinvolgimento di Andrea nel progetto è stato quasi inevitabile. E non mi sembra affatto un caso che la parola da lui scelta concluda il filone “grazia, gratuità e gratitudine” che ha accompagnato tutta questa storia.

Quindi, a chi come me crede che le coincidenze non esistano o, meglio, che facciano parte di un piano molto più ampio.

Buona riconoscenza.

– Simona –

LA PAROLA

Gràzie s. f. pl. e interiez.

È propriam. il plur. di grazia, usato per ringraziare qualcuno, per esprimere la propria gratitudine; rispondendo a un’offerta, può esprimere insieme accettazione o cortese rifiuto. Anche sostantivato. Talvolta iron., per significare che quanto altri asserisce è cosa troppo ovvia e non potrebbe essere altrimenti.

Andrea Melis  | Poeta, grafico, videomaker e “papà resistente”, come ama definirsi, è stato tra i membri fondatori del Collettivo Sabot, col quale ha firmato romanzi insieme ad autori come Massimo Carlotto, Piergiorgio Pulixi e Francesco Abate. Recentemente ha pubblicato due raccolte di poesie: #Bisogni (2017), edizione autoprodotta grazie a una campagna di crowdfunding, e Piccole tracce di vita (2018), per Feltrinelli. Collabora come autore con artisti, musicisti e fotografi di tutta Italia e cura la rubrica di editoriali poetici “Parole Urgenti” per il canale Cultura di Fanpage.it

DIZIONARIO DELLE PAROLE FUTURE

Abbiamo interrogato esperti in vari campi chiedendo loro di rispondere a una sola domanda:

Qual è la parola che porteresti con te fuori dalla quarantena?

Per apportare dei veri cambiamenti, infatti, un ruolo fondamentale è svolto dalle parole. Analizzare i termini che usiamo, i significati che sottendono, è uno dei modi per capire come siamo e dove stiamo andando.

Possiamo quindi approfittare di questo tempo per scegliere con cura le parole che vogliamo facciano parte del nostro vocabolario futuro. Iniziare ad usarle, farle circolare e prenderci confidenza.
Questo può essere il momento per ragionare sui valori che abbiamo compreso nei giorni di quarantena e che vogliamo portare con noi in questo domani così indefinito. 
Come punti di riferimento per i nostri futuri possibili.

 

Scopri qui tutte le parole del dizionario.

progetto a cura di Simona Rusconi | simona@coopattivamente.it