fiabe virali

La giraffa

Una fiaba, una riflessione

Questa storia la trovo fantastica, magica, con una morale bellissima: la Giraffa è affamata, stanca, provata dalla siccità e dalla fame, ha una possibile radura lì a due passi, subito oltre la montagna, ma una vocina la chiama e le chiede aiuto. 
Lei si ferma, ha un momento di titubanza, ma poi non solo aiuta il piccolo scoiattolo ferito, aiuta anche se stessa perché ciò che fa le permette di diventare quel che è adesso, la cambia  indelebilmente.
 
Questa fiaba mette in luce temi a me molto cari: 
  • altruismo
  • generosità
  • reciprocità
ma soprattutto gentilezza… madre di tutti gli altri temi.
 
La gentilezza, disse l’imperatore e filosofo Marco Aurelio, è la delizia più grande dell’umanità. 
Oggi, invece, pare non sia molto di moda. 
Nell’immaginario diffuso, la gentilezza non è un istinto naturale: “homo homini lupus”, siamo tutti cattivi, pericolosi e profondamente competitivi e da qualche mese, pure untori! 
 
Eppure anche Charles Darwin difendeva la gentilezza su basi scientifiche affermando che la tendenza alla solidarietà è innata negli essere umani e che è un fattore chiave per il successo evolutivo dell’umanità (Origine dell’uomo 1871).
 
La verità è che noi siamo diventati chi siamo non grazie alla competizione e alla capacità di estromettere i “meno adatti” ma in virtù delle enormi abilità di cooperazione che possediamo. Abilità strettamente legate alla reciprocità, all’empatia e alla capacità di condividere.
 
E ce lo mostra bene la Giraffa della nostra favola.
 
Perché la gentilezza è in grado di creare un rapporto fertile tra le persone, genera empatia, favorisce la relazione con l’altro, fa nascere la comprensione reciproca. 
E se anche volessimo fare i cinici pensando che dietro a un gesto di gentilezza ci sia un sentimento egoistico che mira o spera che il gesto, prima o poi,  sarà ricompensato, in ogni caso facilita il legame emozionale tra gli individui e il loro coinvolgimento.
E ce lo racconta anche questa storia: la Giraffa allunga il suo collo ben prima di aver recuperato lo scoiattolo ferito. 
Già solo nell’atto di gentilezza e di altruismo lei ottiene beneficio.
Perché – diciamocelo – non sempre nella vita si ha a che fare con uno scoiattolo complimentoso e grato che ti celebra, molto spesso capita di trovare persone scorbutiche, infastidite, stupìte, disabituate alla gentilezza.
 
Ma comunque l’avesse accolta lo scoiattolino, il collo della Giraffa sarebbe cresciuto!
 
Certo poi, dopo la celebrazione, la gratitudine ripaga oltremodo la Giraffa che diviene consapevole del valore di ciò che ha compiuto e del fatto che quel piccolo gesto di gentilezza le abbia portato tanto beneficio, così tanto, che può restare, non ha più bisogno di fuggire perché ha cibo e un amico.
 
Eh, sì, la gentilezza è così: coinvolge, genera risonanza emotiva, unisce.

Chi è Erika Renai?

Erika Renai è un’attrice dal grande talento e dalla notevole esperienza.

Si è infatti diplomata alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano e ha lavorato con registi come Ronconi, Stein e De Bosio, con il Maestro e pianista Giorgio Gaslini e ha calcato decine di palcoscenici con la compagnia teatrale I Guitti.

È una docente di teatro dall’incredibile sensibilità, in grado di coniugare competenza e attenzione per la persona come in pochi sanno fare.

Da qualche tempo, insieme alla sua Lucrezia, ogni giorno recita per tutti noi le fiabe virali. 

Se vuoi conoscere meglio Erika, possiamo consigliarti di dare una bella sbirciata al suo sito personale