fiabe virali

La piccola stella e il bambino

Una fiaba, una riflessione

Per scrivere questo commento a questa fiaba ho fatto un po’ di ricerche sul perché si esprimano i desideri quando vediamo una stella cadente.

E le spiegazioni sono più di una e anche molto interessanti…

La prima è quella dell’etimologia: il termine desiderio deriva dal latino e risulta composto dalla preposizione de- che in latino ha un’accezione negativa e dal termine sidus che significa, letteralmente, stella.
Desiderare significa, quindi, letteralmente, “mancanza di stelle”, nel senso di “avvertire la mancanza delle stelle”.

Alcuni si rifanno, inoltre, alla definizione di desiderantes offerta da Gaio Giulio Cesare nel suo De Bello Gallico.
Con questo termine venivano definiti i soldati che, dopo aver combattuto una battaglia, rimanevano ad aspettare sotto le stelle i compagni dispersi, sperando di vederli apparire prima o poi, sani e salvi.
Altri racconti invece si rifanno al desiderio che ha origine in mare: i marinai desideravano tornare sulla terra ferma affidandosi proprio alla guida delle stelle per ritrovare la retta via.

In questa fiaba poi il desiderio arriva da 2 direzioni: da un lato il bambino, sulla terra, che desidera l’amicizia e la compagnia e dall’altro, la stella, volitiva e convinta che desidera lasciare il cielo e conoscere il mondo.

Il desiderio è qualcosa che parte da noi, e allo stesso tempo è diretto a qualcosa al di fuori di noi.
È qualcosa che sfugge da noi stessi, è presenza di una mancanza.
In questo momento personale – che la pandemia ha solo accentuato – seguo solo i bisogni e lascio da parte i desideri, ché tanto non li raggiungo, mi dico, e così son sempre ferma o tutt’al più stagno.
“When you wish upon a star your dreams come true”, cantava Louis Armstrong. Quando esprimi un desiderio a una stella, i tuoi sogni si avverano.
Nelle canzoni succede. Schizza una scintilla nella notte, si sbriciola una scia luminosa e tu esprimi un desiderio.

Alla Scuola del PiccoloTeatro io avevo un’insegnante di canto straordinaria… Straordinaria come insegnante, ma ancor più come Donna, e lei diceva che per cantare il 10% è tecnica tutto il resto immaginazione…
Se non riuscivi a prendere una nota, o eri incerta, impaurita, lei batteva il piede a terra e con voce imperante comandava: “Desidera!”

Credo che ognuno di noi abbia la responsabilità di cullare i propri desideri e di alzare gli occhi al cielo per aggrapparsi a una stella.

Ché magari non succede solo nelle canzoni…

Chi è Erika Renai?

Erika Renai è un’attrice dal grande talento e dalla notevole esperienza.

Si è infatti diplomata alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano e ha lavorato con registi come Ronconi, Stein e De Bosio, con il Maestro e pianista Giorgio Gaslini e ha calcato decine di palcoscenici con la compagnia teatrale I Guitti.

È una docente di teatro dall’incredibile sensibilità, in grado di coniugare competenza e attenzione per la persona come in pochi sanno fare.

Da qualche tempo, insieme alla sua Lucrezia, ogni giorno recita per tutti noi le fiabe virali. 

Se vuoi conoscere meglio Erika, possiamo consigliarti di dare una bella sbirciata al suo sito personale