Che emozione!

La preoccupazione

Stai aspettando un amico per passare il pomeriggio insieme, ma è estremamente in ritardo… Non risponde alle tue telefonate, e cominci a preoccuparti che qualcosa di grave sia successo.

Quando sei preoccupato leghi un evento (l’amico in ritardo che non risponde al telefono) al pensiero che qualcosa di brutto possa succedere a te o a qualcun altro (l’amico non risponde perché ha avuto un incidente). E non puoi fare a meno di continuare a pensarci. In questo scenario non prendi in considerazione che l’amico potrebbe essere in ritardo per un contrattempo e che non risponda perché ha il cellulare scarico. Fintanto che non sei stato rassicurato, l’incertezza genera un processo cognitivo e emotivo che caratterizza la preoccupazione.

Immagina la preoccupazione come una paura a intensità limitata, attivata da una situazione in cui hai un ruolo secondario. Questo spiega bene perché ci preoccupiamo così tanto degli altri: abbiamo molto meno controllo sul benessere degli altri che sul nostro (mentre scrivo penso alle mamma e ai papà).
Questo senso di impotenza derivante dalla preoccupazione può esprimersi in modi differenti: aspettare costantemente un risultato che tarda ad arrivare, cercare distrazioni, tentare di aiutare in maniera inconsulta e inutile.

Quando una preoccupazione ti attanaglia, può essere utile riflettere sul potere che hai su quella situazione o forse valutare che puoi lasciare andare alcune di quelle preoccupazioni (il pensiero torna alle mamme e ai papà).

Se la situazione rimane impegnativa e fuori controllo a lungo, una quadro clinico o finanziario a rischio, la preoccupazione può permanere per un lasso di tempo significativo. In queste circostanze può essere utile richiedere il supporto di uno specialista per far fronte alle difficoltà emotive e cognitive che si stanno vivendo.

Mappa della preoccupazione

La mappa può essere un primo passo per riflettere su cosa ti succede quando sei preoccupato.
Ricordati che il primo viaggio che dobbiamo fare, è quello dentro noi stessi.

VAlerie Elizabeth moretti

Ha conseguito il Master in Counseling alla Midwestern State University, USA. Ha lavorato in qualità di Child Sexual Assault Counselor e successivamente come Sexual Assault Program Director per First Step Inc., centro per la cura e la prevenzione dell’abuso sessuale e della violenza domestica.

Ha insegnato corsi di Counseling presso la University of Maryland e collaborato con Alberto Pellai ricercatore dell’Università degli Studi di Milano, alla realizzazione del progetto Parole non Dette, per la prevenzione all’abuso sessuale infantile.
È autrice di manuali per docenti editi da Erickson e Franco Angeli.

Attualmente è responsabile scientifica di AttivaMente e svolge attività di formazione, supervisione ed intervento per numerosi enti pubblici e privati.
È facilitatrice certificata con il metodo LEGO® SERIOUS PLAY®.

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