dizionario delle parole future

libertà | duccio canestrini

Devo ammettere che l’antropologo Duccio Canestrini mi ha messo in seria difficoltà.
Perché, davvero, come si fa a introdurre una parola così complessa e ideologica come “libertà”?

Mi ci sono arrovellata a lungo, poi ho deciso di prenderla da tutt’altra parte e condividere con voi un’esperienza/riflessione che ho fatto la scorsa settimana.

Per vari motivi, infatti, mi sono ritrovata a gridare un forte e deciso “NO” in una galleria lasciataci in eredità dal Genio Militare e dalla Linea Cadorna (non fatevi troppe domande sulla cosa, ok?).

Ora, non so se avete mai avuto modo di urlare qualcosa in una grotta, ma devo dirvi che, per motivi di acustica di cui ignoro i meccanismi, se lo fate – o, almeno, se lo fate in quella grotta lì – il suono non se ne va. Non si disperde: resta lì con voi e vi avvolge.
Così che siete completamente immersi, in quello che ha detto la vostra voce. 

Quindi mi sono ritrovata addosso questo “NO”. Ci ero dentro, eravamo una cosa sola.
E ho trovato tutto questo immensamente liberatorio.

Perché si tende ad associare la libertà alla possibilità di “fare qualcosa”. Di dire la propria, di muoversi, di agire. Insomma, di affermare se stessi in qualche modo, ma sempre con un’accezione attiva e propositiva (se non, in certi casi, quasi aggressiva).

Ci dimentichiamo, invece, che è altrettanto importante la libertà di dire no. “La forza somma del non fare”, come la chiama Mariangela Gualtieri in una sua poesia.

Dire no, lo sappiamo, può essere molto difficile. Per questo diventa un atto di libertà ancora più forte.
Libertà di accettare i propri limiti – oppure rivendicarli verso qualcuno o qualcosa. Libertà di preservare il proprio tempo, i propri valori, le proprie energie. Libertà di opporsi al “si è sempre fatto così” o al “tanto lo fanno tutti”, oppure al “non posso dire di no”.

Dire di no è definire lo spazio in cui poter dare forma alla propria identità.
E lasciarla libera di essere quella che è o quella che deve diventare.

Pensate anche a questo: che potete essere liberi di dire no.
(a volte è anche meglio per tutti)

Quindi buona determinazione.

– Simona –

 

LA PAROLA

Libertà s. f. [dal lat. libertas -atis].
L’esser libero, lo stato di chi è libero da vincoli, freni o impedimenti. Si oppone direttamente a schiavitù, prigionia (anche di animali).
In senso astratto e più generale, la facoltà di pensare, di operare, di scegliere a proprio talento, in modo autonomo; cioè, in termini filosofici, quella facoltà che è il presupposto trascendentale della possibilità e della libertà del volere, che a sua volta è fondamento di autonomia, responsabilità e imputabilità dell’agire umano nel campo religioso, morale, giuridico

Duccio Canestrini |  Antropologo, giornalista e scrittore. Insegna Antropologia del turismo al Campus Universitario di Lucca. Si occupa di viaggi, di nuove tecnologie, di rituali della contemporaneità. È stato per dieci anni editor per l’antropologia e poi inviato del mensile geografico “Airone”. Scrive libri, si occupa di formazione, fa consulenze per il mondo del lavoro, cercando di portare l’antropologia fuori dall’Università e farla diventare uno strumento per interpretare i cambiamenti in atto nella società. Antropologia “pop”, per comunicare ciò che sta accadendo e ciò che accadrà, e applicata, cioè utile per fare scelte concrete.

DIZIONARIO DELLE PAROLE FUTURE

Abbiamo interrogato esperti in vari campi chiedendo loro di rispondere a una sola domanda:

Qual è la parola che porteresti con te fuori dalla quarantena?

Per apportare dei veri cambiamenti, infatti, un ruolo fondamentale è svolto dalle parole. Analizzare i termini che usiamo, i significati che sottendono, è uno dei modi per capire come siamo e dove stiamo andando.

Possiamo quindi approfittare di questo tempo per scegliere con cura le parole che vogliamo facciano parte del nostro vocabolario futuro. Iniziare ad usarle, farle circolare e prenderci confidenza.
Questo può essere il momento per ragionare sui valori che abbiamo compreso nei giorni di quarantena e che vogliamo portare con noi in questo domani così indefinito. 
Come punti di riferimento per i nostri futuri possibili.

 

Scopri qui tutte le parole del dizionario.

progetto a cura di Simona Rusconi | simona@coopattivamente.it