Che emozione!

L’umiliazione

L’umiliazione è una forma di violenza.  

Lo spieghiamo sempre ai ragazzi quando riflettiamo insieme sulle relazioni non rispettose. Umiliare qualcuno, infatti, significa far sentire l’altro meno di ciò che è. 

L’umiliazione nasce da una azione che qualcuno fa volontariamente per farti sentire inferiore, non all’altezza, incapace e ciò, magari, avviene alla presenza di altre persone che fanno da spettatori. In questi casi potresti avere la percezione di non aver potere su quella situazione. L’aspetto della volontarietà indica che chi decide di umiliare un altro (hai letto bene: decide), sa che quell’azione porterà la vittima del gesto a provare questa emozione.

I motivi per cui si decide di umiliare un altro essere umano solitamente si riducono a 2 gruppi:

1) Decidi di umiliare l’altro perché veramente non ti piace o perché devi “pareggiare i conti” per un presunto torto che ritieni di aver subito in precedenza dalla quella persona.

2) L’umiliazione è un effetto collaterale per il raggiungimento di un obiettivo. Un esempio classico: prendi in giro una persona pesantemente, per risultare simpatico e divertente agli occhi degli altri. Anche se sei consapevole che stai umiliando l’altro, il tuo obiettivo è più importante dell’emozione della vittima del tuo scherno.

L’umiliazione è anche una dimostrazione di potere, tra umiliato e umiliatore: colui che umilia dimostra che può umiliare la vittima, sapendo che non subirà ripercussioni. Questo spiega perché spesso i gesti di umiliazione avvengono in presenza di un pubblico.

Vorrei ricordarti che hai potere se sei vittima di umiliazione. Puoi condividere le tue emozioni con l’umiliatore/umiliatrice, spostarti dal luogo dove queste avvengono (appena è possibile farlo e sempre in sicurezza), puoi scegliere di interrompere la relazione (una amicizia, una relazione amorosa ad esempio). 

E infine puoi sempre chiedere aiuto ad una persona di cui ti fidi.

mappa dell'umiliazione

fare un disegno aiuta. Scarica la mappa dell’Umiliazione per comprendere meglio le caratteristiche di quest’emozione

l'umiliazione al cinema

Ancora una volta la Disney ci aiuta: il Gobbo di Notre Dame (1996) e la pubblica umiliazione di Quasimodo.

VAlerie Elizabeth moretti

Ha conseguito il Master in Counseling alla Midwestern State University, USA. Ha lavorato in qualità di Child Sexual Assault Counselor e successivamente come Sexual Assault Program Director per First Step Inc., centro per la cura e la prevenzione dell’abuso sessuale e della violenza domestica.

Ha insegnato corsi di Counseling presso la University of Maryland e collaborato con Alberto Pellai ricercatore dell’Università degli Studi di Milano, alla realizzazione del progetto Parole non Dette, per la prevenzione all’abuso sessuale infantile.
È autrice di manuali per docenti editi da Erickson e Franco Angeli.

Attualmente è responsabile scientifica di AttivaMente e svolge attività di formazione, supervisione ed intervento per numerosi enti pubblici e privati.
È facilitatrice certificata con il metodo LEGO® SERIOUS PLAY®.

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