dizionario delle parole future

Ordine | michela prest

Io, la fisica, proprio non la capisco. Davvero.

Ogni volta che qualcuno prova a spiegarmi il mondo partendo dai suoi principi, è come se il mio cervello mettesse su una barriera e opponesse ai miei sforzi una distesa nera, piena del silenzio ostinato dei miei neuroni – fino a un attimo prima perfettamente funzionanti. Nella testa una sola voce, vigliacca e consolatoria: “ma sì, non preoccuparti: tanto a cosa ti serve saperlo?”.

Ovviamente, sono perfettamente consapevole che si tratti solo di una mia difesa personale – una sorta di indulgente auto-assoluzione – e che la fisica sia assolutamente utile al mondo. Anzi, approfitto di questo spazio per ringraziare tutti coloro che passano (e hanno passato) intere esistenze a studiarla, rivoluzionarla e anche provare a divulgarne i risultati.

Come Michela Prest, per esempio: l’unica che fino ad ora sia riuscita a spiegarmi quello che fa in un modo che per un attimo – quell’attimo soltanto – mi sembra di capire tutto.
Perché quando parla, prima del concetto, arriva la sua passione. L’idea che la fisica nasca dalla capacità di meraviglia dei bambini e che da questa, prima ancora che dalla tentazione di analizzare e sistematizzare, debba trarre informazioni da dare al mondo.
Ecco, se uno la mette su questo piano, mi viene il dubbio che allora ne valga la pena, di sforzarsi a capire. E provo a seguirla nei suoi discorsi di cui mi sembra di sfiorare il significato profondo senza riuscire ad afferrarlo mai. Ma non importa.
Perché anche se dimenticherò i concetti subito dopo – e tutti i processi che mi ha spiegato torneranno a sembrarmi semplicemente magia – mi sarà rimasto l’entusiasmo. Che credo muova il mondo più delle nozioni e delle certezze.

Vi consiglio, quindi, di prendervi il tempo di ascoltare questa intervista dove Michela ci dice che i fisici sono come gli artisti e che l’immaginazione gioca un ruolo importante nel loro lavoro.

Dai, come si fa a non rimanerne affascinati?

Buon ascolto.

– Simona –

LA PAROLA

Ordine s. m. [lat. ōrdo ōrdĭnis]

1.a Disposizione regolare di più cose collocate, le une rispetto alle altre, secondo un criterio organico e ragionato, rispondente a fini di praticità, di opportunità, di armonia.

1.b. Per estens., con riferimento non alla distribuzione spaziale ma allo stato in cui un oggetto o un ambiente è tenuto, in quanto sia più o meno rispondente a determinate esigenze.

Michela Prest  | Fisico sperimentale delle particelle. È professore associato presso il Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia dell’Università degli Studi dell’Insubria. È stata responsabile del satellite AGILE, missione dell’Agenzia Spaziale Italiana, lanciato nel 2007 e vincitore nel 2012 del Bruno Rossi Prize assegnato dall’American Astronomical Society. È co-autrice di più di 250 pubblicazioni su riviste internazionali in campi che vanno dai rivelatori per la fisica delle particelle a quelli per la fisica medica e per la fisica dello spazio. È appassionata di divulgazione scientifica.

DIZIONARIO DELLE PAROLE FUTURE

Abbiamo interrogato esperti in vari campi chiedendo loro di rispondere a una sola domanda:

Qual è la parola che porteresti con te fuori dalla quarantena?

Per apportare dei veri cambiamenti, infatti, un ruolo fondamentale è svolto dalle parole. Analizzare i termini che usiamo, i significati che sottendono, è uno dei modi per capire come siamo e dove stiamo andando.

Possiamo quindi approfittare di questo tempo per scegliere con cura le parole che vogliamo facciano parte del nostro vocabolario futuro. Iniziare ad usarle, farle circolare e prenderci confidenza.
Questo può essere il momento per ragionare sui valori che abbiamo compreso nei giorni di quarantena e che vogliamo portare con noi in questo domani così indefinito. 
Come punti di riferimento per i nostri futuri possibili.

 

Scopri qui tutte le parole del dizionario.

progetto a cura di Simona Rusconi | simona@coopattivamente.it